martedì 23 aprile 2013

Animali da fiera - La fiera del libro per ragazzi di Bolgna 2013



In questi giorni sono reduce di due grossi appuntamenti per me moooolto importanti: Il Salone del mobile di Milano e la Fiera del libro di Bologna
Come ogni anno queste due fiere mi riempiono la testa e gli occhi di cose bellissime e di invidia infuocante, per tutti i favolosi giovani autori che emergono da queste manifestazioni. Si passano giorni a vagare per stand e locali alla ricerca del pezzo più originale da accaparrarsi e fotografare e in cerca di amici e conoscenti che ritrovi solo in occasione di questi giorni di festa. Ma in tutto questo marasma di innovazioni ci sono cose che non cambiano mai: i look dei passanti.
Andando con ordine prima sono passata dalla fiera di Bologna. 

Qui dispersi nel un caos cosmico di editori fantasma, illusioni cosmiche e file interminabili per guardare l’ultimo sguattero di una casa editrice fissarti come se stessi cercando di vendergli un folletto non sarà difficile incontrare queste figure mitologiche: I veri illustratori

I veri illustratori tendenzialmente hanno la mania di ritrovarsi in gruppi numerosi di fronte ad un muro, il cosiddetto “muro del pianto della fiera” dove ogni illustratore scellerato che si rispetti attacca qualunque tipo di oggetto gli capiti a tiro prima della fiera con la speranza poi di essere notato da editori. Non è raro trovare i veri illustratori con trapano a mano che attaccano cassette di frutta con dentro i propri biglietti da visita o dipinti olio su tavola 100x150. I veri illustratori poi, urlanti ed entusiasti per la giornata di rifiuti e proposte indecenti che li attende, si dirigono come cavallette all’assalto di tutti gli stand alla ricerca dell’ultimo albo di quest’autore, o di quell’altro, comprando voracemente, rubando avidamente, assaporando tutte le conferenze più interessanti e di elite che la fiera propone. Solo alle 13 I veri illustratori si fermano per cibarsi. Ed è qui tendenzialmente che potete osservarne le caratteristiche in maniera più dettagliata. 


  

I veri illustratori maschi tendenzialmente hanno magliette nere di gruppi rock o punk (esclusivamente del passato o con leader che devono superare i 40, meglio ancora se morti), sono ricoperti di tatuaggi, disegni spesso ideati da loro, ma  trascinano per tutta la fiera una grossa cartelletta contenente disegni ipercolorati e patatosi. Al cui interno ci sono spesso conigli parlanti, bambini con occhi sognanti e orsetti alati.
I veri illustratori maschio poi non si staccano mai dai loro preziosi  Iphone, che comunicano con i loro ipad, che trasmettono i dati al mac da 48 pollici che è rimasto a casa solo per esigenze di spazio del vagone del treno. (I veri illustratori non inquinano). Nel taschino portano una moleskine, non un’agenda, una moleskine rigorosamente nera,  sulla quale non disegnano: creano mondi fatati e ritratti dei poveri malcapitati che si trovano seduti di fronte a lui in treno.


 I veri illustratori donna, invece, si siedono in cerchio nella zona vicino al caffè letterario, lì proprio dove c’è a moquette ed emettono suoni tanto acuti da essere uditi dai cani della zona. Sono felici, non mangiano carne, bevono the a tutte le ore e indossano monili realizzati da loro. Con loro nella borsa portano il loro gatto, un’agenda piena di disegni con in copertina un gatto, un portachiavi manga portafortuna a forma di gatto, il lettore cd, e tanta felicità. I loro vestiti al contrario degli esemplari maschi è tendenzialmente colorato con fantasie floreali anni 70, vintage originali, provenienti da mercatini di Montmartre.               

CONTINUA...

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