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lunedì 14 dicembre 2015

Non una, non due...



Ecco i mitici cavioni!
Per chi non li conoscesse di persona ora può imparare a conoscerli qui... Sono un pò scemi, famelici e casinisti, l'esatta rappresentazione del caos che regna in casa Civilini, quindi meritavano un omaggio anche sul blog! 

;) Buona giornata!! 


mercoledì 23 settembre 2015

Zoologia stagionale: Tristiculus autumnalis

Buongiorno a tutti.
Un giorno, che tuttavia speravo più lontano di questo, sapevo avrei dovuto parlarvi del terribile mostro Tristĭcŭlus Autumnalis.
Nelle tradizioni esso tende ad apparire il 23 settembre, nelle mattine umide e piovose, e al contrario delle tarante portatrici di smanie di movimento e follia questo porta apatia e smarrimento quando lo si incontra.
Sin dall'antichità questa creatura veniva adorata nei culti delle popolazioni Emo e dei Depressis, razze abitanti al confine col sudest euroindocino.
Gli indigeni che lodavano il culto di questa creatura ne vedevano una benedizione visto l'uso di attribuirne la colpa delle loro avversità, da un raccolto disastroso, alla mancanza della menta per il mojito fino ad arrivare ai terribili quanto improvvisi mal di gola che nemmeno il più potente tachifludec poteva debellare.

Già Plinio ne parlava così nel Naturalis historia del 77 a.C. “Hodie mihi, cras tibi, ciupam” (Ben lontana sarà la dea della sorte quando vi toccherà incontrare questa malefica stagione, e ben lontane saranno ancora le vacanze invernali. Ma se ti tocca non t'imbruttire.)

Gli scritti e le rappresentazioni che sono arrivate sino ai giorni nostri lo disegnano come una creatura dalla pelle umida e squamosa, dovuta alle potenti piogge e aumento dell'umidità che porta sempre con sé tanto che alcune popolazioni tendevano a disegnare la sua testa come quella di un grosso rospo, mentre qua e la si potevano intravedere ricrescite pelose.
Possedeva mani potenti e ruvide che trovavano piacimento nel grattar via l'abbronzatura dalla pelle delle vittime, si dice che tanta fosse la sua gioia nel vedere grosse chiappone bianche avanzare in desolazione sotto la pioggia, che le sue risate echeggiavano nelle vallate e facevano emigrare interi stormi di uccelli.
La grossa bocca maleodorante aveva la capacità di far cambiare colore e poi cadere le foglie degli alberi, e solo alcune speci di conifere riuscivano a rimanerne indenni.
La sua alimentazione si componeva principalmente di formine abbandonate in spiaggia, telline, flip flop spaiate e bermuda di dimensioni ridotte che riduceva in brandelli con i suoi denti aguzzi e sporgenti. Ma non disdegnava altri crostacei, spritz a litrate, e cappellini baseball incremati. La 50+ la sua preferita.
Alla fine del grosso posteriore, che incrementava con l'inattività ogni anno, la bestia si dice possedesse una grossa pinna caudale a richiamare una lontana progenia marina chiamata aestas divinità positiva santificata dalle popolazioni Papete e Ibizas.


L'unica cosa che la bestia si dice temesse erano la macarena, l'estathè e il freddo troppo rigido. Solo in quel momento scompariva nelle lande umide per far spazio ad altre personalità mitologiche. 

Buon Tristĭcŭlus Autumnalis a tutti!


martedì 23 aprile 2013

Animali da fiera parte 2- Il fuorisalone del mobile 2013



Subito dopo è stata la volta del salone del mobile. Anche qui le cose non cambiano mai, e per una come me che viene disorientata dai cambiamenti imprevisti questa è una consolazione. 

Puoi stare sicura di trovare prezzi triplicati, metropolitane intasate, locali affollati, e questo mi tranquillizza sempre oltre a galvanizzarmi. Il salone del mobile, per molti non è altro che un occasione come un’altra per scongelarsi dopo un inverno di scarsa immaginazione, per bere gratis e accaparrarsi gadget gratuiti, il tutto camminando ore ed ore ed infilandosi in qualsiasi portone rimanga socchiuso. 

Ma anche qui le strane creature che si aggirano per zona tortona e co. sono sempre uguali… 

I veri designer che girano per Milano in quel periodo, anche se nella vita fanno bolle d’accompagnamento in un ufficio si trasformano in communication designer, lavorano in un loft e abitano in una casa di ringhiera: fuori dal centro caotico di Milano però!  Dal cassetto del nonno riesumano abiti stretti e golf dall’odore di naftalina, non amano farsi catalogare, non sono hypster, loro non seguono uno stile: hanno il loro. Tutti i veri designer nella settimana del salone sono stranieri, portano scarpe consumate, disegnate apposta per loro da un fashion designer olandese loro amico e in quella settimana e tendenzialmente hanno qualsiasi diavoleria elettronica mac esistente sulla terra perché gli altri sistemi operativi si sa, sono troppo instabili. Durante tutta la settimana del mobile non vedrete i veri designer far altro che non sia fotografare e trangugiare Red bull. 
 
I veri designer donna hanno sempre i capelli di strani colori, ma naturali (?!). Come i loro colleghi uomini si aggirano per il fuorisalone con grosse macchine fotografiche, reflex perlopiù, che usano per creare un’infinita galleria flickr che i loro amici il giorno dopo possono commentare su fb (anche se fb ormai è demodè). Twittano la loro posizione costantemente, e si vestono con fantasie che necessariamente devono cozzare fra loro in modo da farsi notare. Il maculato virato in varie tonalità è il preferito. Portano spesso borse di tela che riportano i loro disegni, (ogni designer che si rispetti è anche illustratore, ma non si provi a dire il contrario altrimenti ci si imbatterebbe nel loro dissenso) realizzati con tecniche serigrafiche. Sono truccate, occhialute, belle nella loro appariscenza, mangiano bio o Km zero, sono state in erasmus e si muovono solo in bicicletta. Ma allora chicccazzo intasa la metro di Milano durante il salone?


Questo è un breve reportage su cosa vi siete persi in queste settimane… Vi consiglio vivamente di farvi un giro nei prossimi anni, non ve ne pentirete, vedrete cose bellissime e potrete osservare questi meravigliosi esemplari più da vicino, ma mi raccomando non dategli da bere dopo la mezzanotte (a meno che non sia Red bull). 


*Per questo post non sono stati effettuati test sugli animali.
*Questo post non vuole offendere nessuno in quanto mera conseguenza di un attento studio antropologico.  

Animali da fiera - La fiera del libro per ragazzi di Bolgna 2013



In questi giorni sono reduce di due grossi appuntamenti per me moooolto importanti: Il Salone del mobile di Milano e la Fiera del libro di Bologna. 
Come ogni anno queste due fiere mi riempiono la testa e gli occhi di cose bellissime e di invidia infuocante, per tutti i favolosi giovani autori che emergono da queste manifestazioni. Si passano giorni a vagare per stand e locali alla ricerca del pezzo più originale da accaparrarsi e fotografare e in cerca di amici e conoscenti che ritrovi solo in occasione di questi giorni di festa. Ma in tutto questo marasma di innovazioni ci sono cose che non cambiano mai: i look dei passanti.
Andando con ordine prima sono passata dalla fiera di Bologna. 

Qui dispersi nel un caos cosmico di editori fantasma, illusioni cosmiche e file interminabili per guardare l’ultimo sguattero di una casa editrice fissarti come se stessi cercando di vendergli un folletto non sarà difficile incontrare queste figure mitologiche: I veri illustratori. 

I veri illustratori tendenzialmente hanno la mania di ritrovarsi in gruppi numerosi di fronte ad un muro, il cosiddetto “muro del pianto della fiera” dove ogni illustratore scellerato che si rispetti attacca qualunque tipo di oggetto gli capiti a tiro prima della fiera con la speranza poi di essere notato da editori. Non è raro trovare i veri illustratori con trapano a mano che attaccano cassette di frutta con dentro i propri biglietti da visita o dipinti olio su tavola 100x150. I veri illustratori poi, urlanti ed entusiasti per la giornata di rifiuti e proposte indecenti che li attende, si dirigono come cavallette all’assalto di tutti gli stand alla ricerca dell’ultimo albo di quest’autore, o di quell’altro, comprando voracemente, rubando avidamente, assaporando tutte le conferenze più interessanti e di elite che la fiera propone. Solo alle 13 I veri illustratori si fermano per cibarsi. Ed è qui tendenzialmente che potete osservarne le caratteristiche in maniera più dettagliata. 


  

I veri illustratori maschi tendenzialmente hanno magliette nere di gruppi rock o punk (esclusivamente del passato o con leader che devono superare i 40, meglio ancora se morti), sono ricoperti di tatuaggi, disegni spesso ideati da loro, ma  trascinano per tutta la fiera una grossa cartelletta contenente disegni ipercolorati e patatosi. Al cui interno ci sono spesso conigli parlanti, bambini con occhi sognanti e orsetti alati.
I veri illustratori maschio poi non si staccano mai dai loro preziosi  Iphone, che comunicano con i loro ipad, che trasmettono i dati al mac da 48 pollici che è rimasto a casa solo per esigenze di spazio del vagone del treno. (I veri illustratori non inquinano). Nel taschino portano una moleskine, non un’agenda, una moleskine rigorosamente nera,  sulla quale non disegnano: creano mondi fatati e ritratti dei poveri malcapitati che si trovano seduti di fronte a lui in treno.


 I veri illustratori donna, invece, si siedono in cerchio nella zona vicino al caffè letterario, lì proprio dove c’è a moquette ed emettono suoni tanto acuti da essere uditi dai cani della zona. Sono felici, non mangiano carne, bevono the a tutte le ore e indossano monili realizzati da loro. Con loro nella borsa portano il loro gatto, un’agenda piena di disegni con in copertina un gatto, un portachiavi manga portafortuna a forma di gatto, il lettore cd, e tanta felicità. I loro vestiti al contrario degli esemplari maschi è tendenzialmente colorato con fantasie floreali anni 70, vintage originali, provenienti da mercatini di Montmartre.               

CONTINUA...

giovedì 19 aprile 2012

Todo di cuba/ Animali strani dal mondo


Pica americano/ Animali strani dal mondo


Al contrario del loro nome si trovano un po’ da tutte le parti, Africa a parte. Il suo nome deriva dal termine pikat che significa squittire, sono praticamente simili a criceti e la sua somiglianza con Picachu nel nome e nell’aspetto, secondo me, non è casuale.

Non sono sicura della fonte, ma pare che viva sempre a stretto contatto con una specie di tartaruga con un bulbo sul groppone. 

giovedì 15 marzo 2012

Saltafango /Animali strani dal mondo


A mio modestissimo parere questa è una delle specie animali più fighe che abbia mai visto.

E’ una specie di combo tra un pesce e un anfibio, ha un muso fantastico che si potrebbe trovare solo nei dipinti di Bosh. Riesce a sopravvivere sia in acqua che sulla terra con degli stratagemmi ultra-avanzati alla Mc Giver. Consiglio vivamente di guardare su u-tube il filmato di life che ne racconta le abitudini quotidiane.
Rischio di esplodere per iperglicemia molto alto. Siete avvisati.

Tamarindo imperatore/ Animali strani dal mondo

Vi dico solo che si chiama così per la sua somiglianza con un imperatore tedesco (Guglielmo II.. povero animale) e che la sua razza è famosa sul web per uno studio americano nel quale hanno visto la reazione non proprio da rocchettare ( si abbioccavano) all’ascolto della musica dei Metallica.
Non stò a commentare l’utilità di certi studi americani…(poveri i nostri dottorandi che crepano di fame, avreste più popolarità e considerazione nel mondo se scopriste forme di vita nel cervello di Sara Tommasi!)
Comunque questa simpatica scimmietta visto il nome inguardabile che gli è stato appioppato ha deciso di conquistare il mondo, la tradizione maya prevede infatti cha saranno proprio loro a scalare la politica mondiale e a mettere sottosopra le società mondiali.

venerdì 24 febbraio 2012

Martin Pescatore di Smirne/ animali strani dal mondo


Partendo dal presupposto che io a Smirne ci sono stata e di sti animali bellissimi non ne ho visti…
Qualche breve cenno a proposito di questo animale:  vola, scagazza e indovinate di cosa si compone la maggior parte della sua alimentazione?
Rarissimo uccello migratore chi lo incontra può esprimere un desiderio e anche se non si avvera ha passato un bel momento e ha avuto già un discreto culo perché l’ha visto. Morale della favola meglio accontentarsi della fortuna avuta piuttosto che ambire ad altro.

*Si ricorda che nella serie "animali strani dal mondo" potrete trovare informazioni false o inventate, questo solo per l'appagamento della voglia di caciara dell'autore di qusto blog. Si ringrazia per la lettura e la comprensione.