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venerdì 12 ottobre 2018
Inktober day 12: Whale
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lunedì 30 ottobre 2017
Inktober #22
La scia di oggi viene lasciata da uno dei nostri cavioni.. non è molto elegante ma non fate i formali..
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lunedì 14 dicembre 2015
Non una, non due...
mercoledì 23 settembre 2015
Zoologia stagionale: Tristiculus autumnalis
Buongiorno a tutti.
Un
giorno, che tuttavia speravo più lontano di questo, sapevo avrei
dovuto parlarvi del terribile mostro Tristĭcŭlus Autumnalis.
Nelle
tradizioni esso tende ad apparire il 23 settembre, nelle mattine
umide e piovose, e al contrario delle tarante portatrici di smanie di
movimento e follia questo porta apatia e smarrimento quando lo si
incontra.
Sin
dall'antichità questa creatura veniva adorata nei culti delle
popolazioni Emo e dei Depressis, razze abitanti al confine col sudest
euroindocino.
Gli
indigeni che lodavano il culto di questa creatura ne vedevano una
benedizione visto l'uso di attribuirne la colpa delle loro avversità,
da un raccolto disastroso, alla mancanza della menta per il mojito
fino ad arrivare ai terribili quanto improvvisi mal di gola che
nemmeno il più potente tachifludec poteva debellare.
Già
Plinio ne parlava così nel Naturalis
historia del 77 a.C.
“Hodie
mihi, cras tibi, ciupam” (Ben lontana sarà la dea della sorte
quando vi toccherà incontrare questa malefica stagione, e ben
lontane saranno ancora le vacanze invernali. Ma se ti tocca non
t'imbruttire.)
Gli
scritti e le rappresentazioni che sono arrivate sino ai giorni nostri
lo disegnano come una creatura dalla pelle umida e squamosa, dovuta
alle potenti piogge e aumento dell'umidità che porta sempre con sé
tanto che alcune popolazioni tendevano a disegnare la sua testa come
quella di un grosso rospo, mentre qua e la si potevano intravedere
ricrescite pelose.
Possedeva
mani potenti e ruvide che trovavano piacimento nel grattar via
l'abbronzatura dalla pelle delle vittime, si dice che tanta fosse la
sua gioia nel vedere grosse chiappone bianche avanzare in desolazione
sotto la pioggia, che le sue risate echeggiavano nelle vallate e
facevano emigrare interi stormi di uccelli.
La
grossa bocca maleodorante aveva la capacità di far cambiare colore e
poi cadere le foglie degli alberi, e solo alcune speci di conifere
riuscivano a rimanerne indenni.
La
sua alimentazione si componeva principalmente di formine abbandonate
in spiaggia, telline, flip flop spaiate e bermuda di dimensioni
ridotte che riduceva in brandelli con i suoi denti aguzzi e
sporgenti. Ma non disdegnava altri crostacei, spritz a litrate, e
cappellini baseball incremati. La 50+ la sua preferita.
Alla
fine del grosso posteriore, che incrementava con l'inattività ogni
anno, la bestia si dice possedesse una grossa pinna caudale a
richiamare una lontana progenia marina chiamata aestas
divinità positiva santificata dalle popolazioni Papete e Ibizas.
L'unica
cosa che la bestia si dice temesse erano la macarena,
l'estathè e il freddo troppo rigido. Solo in quel momento scompariva nelle lande umide per far spazio ad altre personalità mitologiche.
Buon Tristĭcŭlus Autumnalis a tutti!
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lunedì 2 dicembre 2013
domenica 22 settembre 2013
Dinosauri
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martedì 23 aprile 2013
Animali da fiera parte 2- Il fuorisalone del mobile 2013
Subito dopo è stata la volta del salone del mobile. Anche
qui le cose non cambiano mai, e per una come me che viene disorientata dai
cambiamenti imprevisti questa è una consolazione.
Puoi stare sicura di trovare
prezzi triplicati, metropolitane intasate, locali affollati, e questo mi
tranquillizza sempre oltre a galvanizzarmi. Il salone del mobile, per molti non
è altro che un occasione come un’altra per scongelarsi dopo un inverno di
scarsa immaginazione, per bere gratis e accaparrarsi gadget gratuiti, il tutto camminando
ore ed ore ed infilandosi in qualsiasi portone rimanga socchiuso.
Ma anche qui le strane creature che si aggirano per zona
tortona e co. sono sempre uguali…
I veri designer
che girano per Milano in quel periodo, anche se nella vita fanno bolle
d’accompagnamento in un ufficio si trasformano in communication designer,
lavorano in un loft e abitano in una casa di ringhiera: fuori dal centro caotico
di Milano però! Dal cassetto del nonno
riesumano abiti stretti e golf dall’odore di naftalina, non amano farsi
catalogare, non sono hypster, loro non seguono uno stile: hanno il loro. Tutti
i veri designer nella settimana del
salone sono stranieri, portano scarpe consumate, disegnate apposta per loro da
un fashion designer olandese loro amico e in quella settimana e tendenzialmente hanno qualsiasi
diavoleria elettronica mac esistente sulla terra perché gli altri sistemi
operativi si sa, sono troppo instabili. Durante tutta la settimana del mobile
non vedrete i veri designer far altro
che non sia fotografare e trangugiare Red bull.
I veri designer
donna hanno sempre i capelli di strani colori, ma naturali (?!). Come i loro
colleghi uomini si aggirano per il fuorisalone con grosse macchine
fotografiche, reflex perlopiù, che usano per creare un’infinita galleria flickr
che i loro amici il giorno dopo possono commentare su fb (anche se fb ormai è
demodè). Twittano la loro posizione costantemente, e si vestono con fantasie
che necessariamente devono cozzare fra loro in modo da farsi notare. Il
maculato virato in varie tonalità è il preferito. Portano spesso borse di tela
che riportano i loro disegni, (ogni designer che si rispetti è anche
illustratore, ma non si provi a dire il contrario altrimenti ci si imbatterebbe
nel loro dissenso) realizzati con tecniche serigrafiche. Sono truccate,
occhialute, belle nella loro appariscenza, mangiano bio o Km zero, sono state
in erasmus e si muovono solo in bicicletta. Ma allora chicccazzo intasa la metro di Milano durante il salone?
Questo è un breve reportage su cosa vi siete persi in queste
settimane… Vi consiglio vivamente di farvi un giro nei prossimi anni, non ve ne
pentirete, vedrete cose bellissime e potrete osservare questi meravigliosi esemplari
più da vicino, ma mi raccomando non dategli da bere dopo la mezzanotte (a meno
che non sia Red bull).
*Per questo post non sono stati effettuati test sugli
animali.
*Questo post non vuole offendere nessuno in quanto mera conseguenza di un attento studio
antropologico.
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Animali da fiera - La fiera del libro per ragazzi di Bolgna 2013
In questi giorni sono reduce di due grossi appuntamenti per
me moooolto importanti: Il Salone del mobile di Milano e la Fiera del libro di
Bologna.
Come ogni anno queste due fiere mi riempiono la testa e gli occhi di
cose bellissime e di invidia infuocante, per tutti i favolosi giovani autori
che emergono da queste manifestazioni. Si passano giorni a vagare per stand e
locali alla ricerca del pezzo più originale da accaparrarsi e fotografare e in
cerca di amici e conoscenti che ritrovi solo in occasione di questi giorni di
festa. Ma in tutto questo marasma di innovazioni ci sono cose che non cambiano
mai: i look dei passanti.
Andando con ordine prima sono passata dalla fiera di
Bologna.
Qui dispersi nel un caos cosmico di editori fantasma,
illusioni cosmiche e file interminabili per guardare l’ultimo sguattero di una
casa editrice fissarti come se stessi cercando di vendergli un folletto non
sarà difficile incontrare queste figure mitologiche: I veri illustratori.
I veri illustratori
tendenzialmente hanno la mania di ritrovarsi in gruppi numerosi di fronte ad un
muro, il cosiddetto “muro del pianto della fiera” dove ogni illustratore
scellerato che si rispetti attacca qualunque tipo di oggetto gli capiti a tiro
prima della fiera con la speranza poi di essere notato da editori. Non è raro
trovare i veri illustratori con
trapano a mano che attaccano cassette di frutta con dentro i propri biglietti
da visita o dipinti olio su tavola 100x150. I veri illustratori poi, urlanti ed
entusiasti per la giornata di rifiuti e proposte indecenti che li attende, si
dirigono come cavallette all’assalto di tutti gli stand alla ricerca
dell’ultimo albo di quest’autore, o di quell’altro, comprando voracemente,
rubando avidamente, assaporando tutte le conferenze più interessanti e di elite
che la fiera propone. Solo alle 13 I veri
illustratori si fermano per cibarsi. Ed è qui tendenzialmente che potete
osservarne le caratteristiche in maniera più dettagliata.
I veri illustratori
maschi tendenzialmente hanno magliette nere di gruppi rock o punk
(esclusivamente del passato o con leader che devono superare i 40, meglio
ancora se morti), sono ricoperti di tatuaggi, disegni spesso ideati da loro, ma
trascinano per tutta la fiera una grossa
cartelletta contenente disegni ipercolorati e patatosi. Al cui interno ci sono spesso conigli
parlanti, bambini con occhi sognanti e orsetti alati.
I veri illustratori maschio poi non si staccano mai dai loro preziosi
Iphone, che comunicano con i loro ipad,
che trasmettono i dati al mac da 48 pollici che è rimasto a casa solo per
esigenze di spazio del vagone del treno. (I
veri illustratori non inquinano). Nel taschino portano una moleskine, non
un’agenda, una moleskine rigorosamente nera,
sulla quale non disegnano: creano mondi fatati e ritratti dei poveri
malcapitati che si trovano seduti di fronte a lui in treno.
I veri illustratori
donna, invece, si siedono in cerchio nella zona vicino al caffè letterario,
lì proprio dove c’è a moquette ed emettono suoni tanto acuti da essere uditi
dai cani della zona. Sono felici, non mangiano carne, bevono the a tutte le ore
e indossano monili realizzati da loro. Con loro nella borsa portano il loro
gatto, un’agenda piena di disegni con in copertina un gatto, un portachiavi manga
portafortuna a forma di gatto, il lettore cd, e tanta felicità. I loro vestiti
al contrario degli esemplari maschi è tendenzialmente colorato con fantasie
floreali anni 70, vintage originali, provenienti da mercatini di Montmartre.
CONTINUA...
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giovedì 19 aprile 2012
Pica americano/ Animali strani dal mondo
Al contrario del loro nome si trovano un po’ da tutte le
parti, Africa a parte. Il suo nome deriva dal termine pikat che significa
squittire, sono praticamente simili a criceti e la sua somiglianza con Picachu
nel nome e nell’aspetto, secondo me, non è casuale.
Non sono sicura della fonte, ma pare che viva sempre a
stretto contatto con una specie di tartaruga con un bulbo sul groppone.
giovedì 15 marzo 2012
Saltafango /Animali strani dal mondo
A mio modestissimo parere questa è una delle specie animali
più fighe che abbia mai visto.
E’ una specie di combo tra un pesce e un anfibio, ha un muso fantastico che si potrebbe trovare solo nei dipinti di Bosh. Riesce a
sopravvivere sia in acqua che sulla terra con degli stratagemmi ultra-avanzati
alla Mc Giver. Consiglio vivamente di guardare su u-tube il filmato di life che
ne racconta le abitudini quotidiane.
Rischio di esplodere per iperglicemia molto alto.
Siete avvisati.
Tamarindo imperatore/ Animali strani dal mondo
Non stò a commentare l’utilità di certi studi americani…(poveri i nostri dottorandi che crepano di fame, avreste più popolarità e
considerazione nel mondo se scopriste forme di vita nel cervello di Sara
Tommasi!)
Comunque questa simpatica scimmietta visto il nome
inguardabile che gli è stato appioppato ha deciso di conquistare il mondo, la
tradizione maya prevede infatti cha saranno proprio loro a scalare la politica
mondiale e a mettere sottosopra le società mondiali.
venerdì 24 febbraio 2012
Martin Pescatore di Smirne/ animali strani dal mondo
Partendo dal presupposto che io a Smirne ci sono stata e di
sti animali bellissimi non ne ho visti…
Qualche breve cenno a proposito di questo
animale: vola, scagazza e indovinate di
cosa si compone la maggior parte della sua alimentazione?Rarissimo uccello migratore chi lo incontra può esprimere un desiderio e anche se non si avvera ha passato un bel momento e ha avuto già un discreto culo perché l’ha visto. Morale della favola meglio accontentarsi della fortuna avuta piuttosto che ambire ad altro.
*Si ricorda che nella serie "animali strani dal mondo" potrete trovare informazioni false o inventate, questo solo per l'appagamento della voglia di caciara dell'autore di qusto blog. Si ringrazia per la lettura e la comprensione.
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